In un epoca in cui anche l’intelligenza umana sembra si sia digitalizzata, la Fotografia, rimane uno dei pochi strumenti che è capace – nonostante la sua digitalizzazione – di raccontare, in questo caso di “scrivere con la luce”, l’Umanità in tutte le sue sfaccettature.

Che sia a colori o in bianco e in nero, analogica o digitale, la fotografia per l’appunto, se pensata bene riesce a catturare e a rendere eterno un’instante, o meglio: un’Emozione.

Ma chi è che la pensa la fotografia?

A tal proposito, vi esplico la storia di un progetto, nato grazie alla sinergia umana di quattro appassionati e perché no, professionisti di quest’arte visiva e visionaria.

Il progetto in questione, è: Astral Vision Photo.

“Open World”: quando la fotografia diventa un racconto visivo senza confini

Come avevo anticipato – Astral Vision Photo – nasce dalla coesione di quattro appassionati che cercano di creare un nuovo mo(n)do di vedere la fotografia, col fine di immortalare le emozioni umane in ogni sfumatura.

E gli “obiettivi” visionari, sono di: Gennaro Caliendo, operaio della Manifatture Sigaro Toscano di Cava de’ Tirreni; Gaetano Gallo, impiegato della Farmacia del Duomo di Cava de’ Tirreni; Alessandro Fiorillo, Videomaker a Roma in ambito cinematografico e per le agenzie di comunicazione locali (Cava de’ Tirreni) ed infine Antonio Mandara, laureato in Grafica pubblicitaria e Social Media Manager.

Ma perché nasce Astral Vision Photo?

Scopriamolo insieme in un viaggio tra mente e cuore con i due fotografi: Gennaro Caliendo e Gaetano Gallo.

L’Intervista: “Prima pensa, poi casomai scatta”

Cosa rappresenta per voi la fotografia?

Gaetano:“E’ una Passione che coltivo da molti anni. Mi piace. E quando me lo chiedono, mi occupo anche di eventi istituzionali e culturali della Città (Manifestazioni come la Festa di Castello, eventi teatrali e natalizi)” – la pensi la fotografia? – “ La Penso. Molte volte, quando capita colgo l’attimo, ma il più delle volte l’immagino, la penso”.

Gennaro: “Nel passato, insieme a Gaetano, ho partecipato all’editing di un libro. Il libro è Emozione Inca di Pasquale Esposito, presentato a Napoli nel 2007 all’Anticamera dei Baroni “- (Castel Nuovo, Maschio Angioino, ndr) – “io ho curato la costruzione e la sistemazione delle Fotografie. E cos’è per me la fotografia… ti rispondo con questa frase: la fotografia non è fatta per impressionare gli altri. La fotografia è fatta per scoprire te stesso” – quindi, suppongo che la pensi anche tu? – “Si”.

Le fotografie e il fotografo del Cuore?

Gaetano: “Mi piacciono tantissimo le nature morte. Le fotografo. Mi piace lo stile di Caravaggio quel gioco di luci, il chiaroscuro, che colpisce gli oggetti e crea forti contrasti con le ombre. Una mia fotografia del cuore è quella scattata alla modella cinese e il mio fotografo del cuore, invece, è Ferdinando Scianna perché trasmette emozioni con il suo bianco e nero e coglie la vita di tutti i giorni e la trasferisce in emozioni fotografiche”.

Gennaro: “Le fotografie del cuore ne sono tante. Il fotografo del cuore è Steve Mccury, per il viaggio, per i suoi contrasti e per e sue fotografie molto significative per chi le capisce. Una mia fotografia del cuore, come Gaetano, è una scattata alla modella cinese”.

In conclusione: quali sono le “prospettive” fotografiche future per Astra Vision?

Gaetano: “Abbiamo già altri progetti, soprattutto adesso che ci stiamo indirizzando verso le foto alle modelle. Cerchiamo di fare cose sempre più originali che possano essere interessanti, di distaccarci un po dalle foto tradizionali. Cerchiamo idee nuove”.

Gennaro:“Il nome è nato grazie ad Antonio Mandara che si occupa della costruzione dei Book Fotografici e della pubblicazione dei post sui social network, le cui descrizioni sono tutte in lingua inglese, perché la pagina Instagram non è rivolta solo a livello nazionale, ma è ricolta principalmente all’Estero: gli Stati Uniti e e il Sud Est Asisatico.

Abbiamo pubblicato sei Book e l’obiettivo di Astral Vision è quella di dare sempre idee e di essere… un faro per la fotografia”.

Dunque, in una società dominata dal digitale e dagli scatti infiniti, la fotografia “consapevole”, invece, resta quel crocevia di idee chiaroscure che se pensate – come asseriva il fotografo Gianni Berengo Gardin –  o sviluppate, rendono reale e poi condivisa la visione… del Sentire.